Quint89 wrote La cara Greta, simpatica o meno, ha portato fortemente alla ribalta il problema ambientale che in ogni caso c'è ed è tangibile.
E' evidente che la ragazzina è stata manipolata da una certa sinistra mondialista che, esauriti gli argomenti politici dopo aver praticamente abbandonato le classi lavoratrici, ha tirato fuori dal cilindro una tematica che già da anni presso i paesi occidentali è più che osservata e gestita. In Europa si fa riciclo dei rifiuti, contenimento delle emissioni, incentivazione del servizio pubblico eccetera da oltre trent'anni. Ogni anno si assiste ad una sempre maggiore presa di coscienza e si sono fatti interventi significativi senza che un manipolo di studenti nullafacenti si inventasse l'ennesimo sciopero per non andare a scuola di venerdì (chissà come mai non il martedì o il mercoledì...). Non serve a niente portare alla ribalta un problema in Paesi che lo stanno gestendo da decenni. E' demagogia di basso livello.

La vera attenzione la devono alzare i paesi cosiddetti "BRICS" che oggi sono stati affiancati se non superati dalle "tigri asiatiche": Vietnam, Cambogia, Indonesia. I provvedimenti (anche culturali) volti ad innalzare la coscienza ambientale vanno intrapresi lì, non in Italia o in Francia o in Svizzera. E' evidente che tutta questa montatura mediatica creata ad arte serve unicamente a farci digerire normative sempre più stringenti e di fatto insostenibili perché ormai al limite delle leggi fisiche, solo per lavare la coscienza di una certa parte politica. E non è una visione complottista, è tutto verificabile dal discorso di insediamento della Commissione Europea dell'altro giorno. L'ennesimo organismo lontanissimo dai problemi della gente VERA, che si alza al mattino e deve tirare a fine mese. L'Africa è invasa da bottigliette di plastica (me ne accorsi già 20 anni fa in Egitto) ma il problema maggiore sono le moto Euro 5 IN EUROPA ? Ecco, questa è ottusità politica.

Venezia non c'entra nulla con tutto questo, la città ha subito negli ultimi decenni (come sanno appunto i veneziani) una continua mercificazione senza una seria politica di investimenti per contenere il suo naturale degradarsi, soggetta a corruzione nelle opere, scelte sbagliate e tutto ciò che ne consegue. Invece la baronessa dei radical-chic ha pensato bene di citarla nel suo discorso d'insediamento con l'unico, dichiarato, netto scopo di raccogliere consenso.
  • Nov 12 2019
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È che ormai di veneziani ce ne sono pochi. Quei pochi che resistono, se ce la fanno è un po' per fortuna, un po' perché sono disposti a sopportare condizioni di vita sempre più difficili, e a pagarne il prezzo: famiglie di quattro persone che vivono in 50 metri di spazio come la mia vicina, che a Venezia è nata; sfrattati, come me che ci sono venuto a vivere quando avevo vent'anni, e come tanti altri che non si piegano alla "fatalità" di esserne espulsi perché l'espansione della cultura monoturistica esige che sia "liberata" da chi non la consuma. Parlo di cittadini di medio o basso reddito, senza i quali Venezia sarebbe già una città-fantasma (una Gardaland) e che però non sono funzionali al colossale "affare" che essa rappresenta per i potentati, o le mafie, che la governano distruggendone il tessuto sociale e il delicato sistema acqueo-territoriale. I veneziani amano la loro città. E le azioni civiche di opposizione e resistenza all'aggressione e allo spoglio delle sue risorse si contano a centinaia da quando io ci vivo.
  • Feb 20 2013
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Estenderei la solidarietà a tutti quegli italiani onesti, che pagano le tasse e la prendono regolarmente nel culo, ad opera di una classe dirigente veramente al top.
Siamo uno strano popolo.
Ci infervoriamo in campagna elettorale, ci mettiamo l'uno contro l'altro, fascisti!!! comunisti!!! democristiani!!! poi andiamo a votare per il CAMBIAMENTO, poi non cambia una sega.
Chi prende il potere lo usa per esclusivo tornaconto personale, ben sapendo che il gioco vale assolutamente la candela, ed il popolino si riaccomoda in posizione: giú le mutande e mani attorno alle caviglie.
Il Mose, é il monumento alla grande inculata.
Non funzionerà mai perchè non può funzionare, ma il suo lavoro l'ha fatto egregiamente e continua a farlo.
Lo so, lo so.
Volgare e qualunquista.
Dai, sono un operaio che non é potuto andare regolarmente a scuola, ma cazzo, ho la schiena dritta, rispondo per le mie azioni (anche rischiando querele) e non sono colluso con la malavita organizzata che bivacca in parlamento.
All'urna probabilmente ci torneró.
In cenere, vaffanculo.
  • Feb 20 2013
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nigel68 wrote
Quint89 wrote La cara Greta, simpatica o meno, ha portato fortemente alla ribalta il problema ambientale che in ogni caso c'è ed è tangibile.
E' evidente che la ragazzina è stata manipolata da una certa sinistra mondialista che, esauriti gli argomenti politici dopo aver praticamente abbandonato le classi lavoratrici, ha tirato fuori dal cilindro una tematica che già da anni presso i paesi occidentali è più che osservata e gestita. In Europa si fa riciclo dei rifiuti, contenimento delle emissioni, incentivazione del servizio pubblico eccetera da oltre trent'anni. Ogni anno si assiste ad una sempre maggiore presa di coscienza e si sono fatti interventi significativi senza che un manipolo di studenti nullafacenti si inventasse l'ennesimo sciopero per non andare a scuola di venerdì (chissà come mai non il martedì o il mercoledì...). Non serve a niente portare alla ribalta un problema in Paesi che lo stanno gestendo da decenni. E' demagogia di basso livello.

La vera attenzione la devono alzare i paesi cosiddetti "BRICS" che oggi sono stati affiancati se non superati dalle "tigri asiatiche": Vietnam, Cambogia, Indonesia. I provvedimenti (anche culturali) volti ad innalzare la coscienza ambientale vanno intrapresi lì, non in Italia o in Francia o in Svizzera. E' evidente che tutta questa montatura mediatica creata ad arte serve unicamente a farci digerire normative sempre più stringenti e di fatto insostenibili perché ormai al limite delle leggi fisiche, solo per lavare la coscienza di una certa parte politica. E non è una visione complottista, è tutto verificabile dal discorso di insediamento della Commissione Europea dell'altro giorno. L'ennesimo organismo lontanissimo dai problemi della gente VERA, che si alza al mattino e deve tirare a fine mese. L'Africa è invasa da bottigliette di plastica (me ne accorsi già 20 anni fa in Egitto) ma il problema maggiore sono le moto Euro 5 IN EUROPA ? Ecco, questa è ottusità politica.

Venezia non c'entra nulla con tutto questo, la città ha subito negli ultimi decenni (come sanno appunto i veneziani) una continua mercificazione senza una seria politica di investimenti per contenere il suo naturale degradarsi, soggetta a corruzione nelle opere, scelte sbagliate e tutto ciò che ne consegue. Invece la baronessa dei radical-chic ha pensato bene di citarla nel suo discorso d'insediamento con l'unico, dichiarato, netto scopo di raccogliere consenso.
Sono concorde con te in questa analisi.

Spiace però che nel forum di motociclette si giunga a parlare di politica; non mi riferisco nello specifico a Nigel, ma a tutti in generale.

La politica divide, le motociclette uniscono.
  • Apr 20 2015
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Concordo con l'Off Topic e chiedo venia 😉
  • Nov 12 2019
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Neophytus wrote[...] I veneziani amano la loro città. E le azioni civiche di opposizione e resistenza all'aggressione e allo spoglio delle sue risorse si contano a centinaia da quando io ci vivo.
Non ho motivo di dubitare di ciò che affermi, però: chi ha venduto le case? chi ha venduto i negozi? chi ha affittato anche i sottoporteghi come fossero degli attici in San Marco?
Sia chiaro che non esistono risposte semplici a problemi complessi, ma non mi sento di puntare il dito esclusivamente contro la Costa Crociere o il petrolchimico di Marghera (che, per citarne due a caso, sicuramente hanno la loro bella fetta di colpa). Ci hanno sguazzato quasi tutti nell'affare Venezia.

Porto, ad esempio, quanto accade in alcune valli della mia terra natia, l'Alto Adige: se non sei di là, le case non te le vendono; se non sei di là, i terreni non te li vendono. Non importa quanti soldi offri.
Atteggiamento forse al limite del razzismo, ma non gliene frega niente di tirare a campare (non tutti gli altoatesini sono albergatori gardenesi), quello che gli importa è che non succeda una seconda "verkaufte Heimat" (patria svenduta).
Hanno visto cosa è successo nelle valli ladine (in Gardena o in Badia una coppia di giovani autoctoni col cavolo che riesce a comprarsi un appartamento nel paese dove vivono i genitori e dove hanno vissuto i nonni ed i bisnonni) e non ci tengono a fare la stessa fine.
  • Apr 04 2018
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Case di proprietà vendute ci sono state per i motivi più diversi, tra i quali primeggiava l'insalubrità di abitazioni per le quali l'ente pubblico non offriva alcun contributo (senza parlare dei pianoterra, ancora alla fine degli anni '60 vi erano case popolari, per esempio a Santa Marta, sprovviste di bagni dotate di vasche o docce: ho amici della mia età che raccontano come dovessero lavarsi nelle mastelle) mentre per quelle di qualche valore storico certificato dalla Soprintendenza i contributi piovevano (e piovono tutt'ora). Congiuntamente, si sviluppava l'offerta di popolare Mestre e Marghera, e non per motivi umanitari. Ora, posto che la stragrande maggioranza del patrimonio immobiliare veneziano, inclusi i locali commerciali, non è mai stato di proprietà di singoli cittadini a medio o basso reddito (giova ribadire questo elemento), non è certo la somma algebrica dei comportamenti individuali che produce il benessere o il malessere di una comunità, ma il rapporto di forze fra gli interessi di chi possiede e quelli di chi non possiede. Ciò non vale soltanto per Venezia, ovviamente. Ma in una realtà fragile come quella veneziana lo squilibrio fra l'interesse di pochi e il mero bisogno di vivere nella città in modo dignitoso o almeno funzionale alla sua stessa sopravvivenza come città e non come parco dei divertimenti ha prodotto la sua catastrofe, che il fenomeno dell'acqua alta rende manifesto in modo "spettacolare", ma che ne è solo l'indice, il segnale, la spia.
  • Feb 20 2013
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Questa discussione, pur delicata e seria, mi piace. Mi complimento con voi. Cerchiamo solamente di lasciare fuori la politica 🙂

@Neophytus: perdona la domanda forse scomoda, i cittadini veneziani che tipo di azioni hanno attuato per esprimere il loro dissenso verso questa mercificazione della città?
C è speranza che ne derivino degli interventi migliorativi per la vita della città e per la sua "sopravvivenza" a lungo termine?
  • Jul 29 2016
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Quint89 wroteQuesta discussione, pur delicata e seria, mi piace. Mi complimento con voi. Cerchiamo solamente di lasciare fuori la politica 🙂

@Neophytus: perdona la domanda forse scomoda, i cittadini veneziani che tipo di azioni hanno attuato per esprimere il loro dissenso verso questa mercificazione della città?
C è speranza che ne derivino degli interventi migliorativi per la vita della città e per la sua "sopravvivenza" a lungo termine?
Azioni di mobilitazione civica attraverso associazioni e comitati come il "No Mose" e il "No grandi navi" o la storica "Unione inquilini" che combatte da anni l'emergenza abitativa insieme con il SUNIA locale, anch'esso molto combattivo e presente sul territorio. Ma negli anni si sono creati e avvicendati diversi altri movimenti civici, sostenuti dalle grandi associazioni ambientaliste (WWF, Legambiente, Italia Nostra) come quello che nel '90 contribuì a scongiurare il nefasto progetto di una Expo in Laguna (sostenuto da De Michelis) o, alcuni anni più tardi ('97 o '98: primo governo Prodi) allontanò il rischio delle trivellazioni a poche miglia dalla frangia lagunare (le trivellazioni nel Golfo di Venezia sono state vietata da una legge, mi pare del 2006; ma i "trivellatori" stanno tornando alla carica).

Quanto alla "speranza"... chi ne ha, ne approfitti. Io non ne ho alcuna.
  • Feb 20 2013
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non se inserire l'emoticon che ride o quello che piange
  • Feb 21 2013
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Herzog wrotenon se inserire l'emoticon che ride o quello che piange
Vedi giusto: è una tragicommedia.
  • Feb 20 2013
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"Così qualcuno pensa a robot marini, una specie di spazzini del mare che possano essere immersi al posto dei sub e tenere gli alloggiamenti sgombri. Peccato che questi robot, al momento, non esistono, quindi non si sa quando potrebbero entrare in funzione, quanto potrebbero costare effettivamente e quanto questo andrà a influenzare i tempi di realizzazione dell'opera".

Spererei in uno scherzo.
  • Oct 03 2017
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5 giorni dopo
scusate ma i politici che per 20 anni hanno promesso il mose e poi non lo hanno costruito sono stati votati da chi si lamenta adesso dei danni; ce ne freghiamo tutti fino a quando non ci rimettiamo di tasca nostra e allora succede il pandemonio e si aprono i processi a tutti tranne che al vero responsabile dello sfascio italico: il cittadino italiano.
E la cosa più divertente è che dall'alto del nostro casino facciamo pure i professori in ogni ambito. E poi ci si domanda come mai tanta gente lascia il paese; io mi domando come mai ne rimane cosi tanta, me compreso.
Purtroppo ho perso il treno e accadimenti come questo mi fanno solo rimpiangere il momento in cui non ho avuto il coraggio di lasciare tutto ed andarmene fuori dalle balle.
  • Jan 06 2016
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20 giorni dopo
be', tranquilli, è tutto sotto controllo 🙂:


VENEZIA. "Dimostreremo che funziona". L'imputato è Il Mose, il sistema ingegneristico (letteralmente: Modulo sperimentale elettromeccanico) che dovrebbe dare un po' di respiro alla questione dell'acqua alta a Venezia. ma la cui costruzione è cominciata nel 2003 e, tra alterne vicende ha attraversato varie fasi di insuccessi e di stalli. Ma ora sembra la volta buona: "Stanotte la prima prova sul Mose è andata bene, se si ripresenterà l'emergenza potremo alzare le paratie" per contrastare l'acqua alta a Venezia. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli.
https://www.repubblica.it/cronaca/2020/01/14/news/mose_venezia-245756693/?ref=RHPPLF-BH-I245763451-C8-P9-S1.8-T1
  • Feb 21 2013
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