Cercherò di non sembrare un vecchio sciocco, o -come dicono adesso i gggiovani- un boomer, inutilmente retorico fuori tempo massimo (peraltro, io sono orgogliosamente Gen X). E cercherò anche, dato il luogo e la circostanza, di evitare confronti che non avrebbero altra conseguenza che alimentare inutili polemiche.
Ma chi ha mai guidato una Bullet sa che non si tratta di moto come "le altre"; tante volte ci siamo detti che sono moto con "qualcosa" di vitale, moto "con un'anima"; e anche se si faceva, si fa finta di dirlo senza crederci troppo, di non prenderci troppo sul serio, beh, in fondo (e neanche troppo in fondo) il dubbio che sia vero ce l'abbiamo sempre avuto; anzi, sarà l'origine avvolta nei salgariani colori dell'India misteriosa, sarà quella strana "individualità" che ogni Bullet rivendica davanti al fortunato cavaliere e a tutto il mondo, in molti casi il dubbio non l'abbiamo più.
E' per questo che Blackie si merita -da parte mia- un saluto come si deve.
Si, dopo 14 anni di fraterna condivisione Blackie ha lasciato me e questo mondo; la caducità che investe ogni materia, che colpirà tutto e tutti, ha colpito anche lei.
Non mi dilungherò nei ricordi: lei mi ha dato gioia e libertà, io ho cercato di darle strade e compagne con le quali scorrazzare in lungo e in largo, diffondendo nell'aria il suo maestoso e nobile "thump", fiero grido di guerra per innocue incursioni il cui bottino era rappresentato da una cena con gli amici (per me) e qualche litro di benzina (per lei).
Esiste, quindi, un paradiso delle moto; un devaloka dove potrà aspettarmi -beninteso, senza fretta; ma è una Bullet, la fretta non è cosa sua- per poi raggiungere insieme altri luoghi altrettanto benedetti e felici (spero siano chiare le indicazioni per Svarga).
Grazie per tutte le vibrazioni, i rumori, gli scricchiolìi, i cigolìi, le macchie d'olio e tutto quanto ha reso vivi, irripetibili, meravigliosi questi 14 anni passati insieme.
Atque in perpetuum, Blackie, Ave atque Vale.
